Ricerche
C'È MANUALE E MANUALE. ANALISI DI MANUALI SCOLASTICI DI STORIA

a cura di Lidia Gualtiero, Gian Luigi Melandri, Francesco Monducci, Maria Paola Morando, davide Pizzotti, giulia Ricci, Marinella Sarti, Cinzia Venturoli, Paola Zagatti. I libri di storia destinati alla scuola vengono chiamati "manuali" quando li consideriamo come una sintesi o un repertorio delle conoscenze accreditate, generalmente riconosciute dagli studiosi; vengono chiamati "libri di testo" quando li consideriamo in rapporto alla procedura di adozione; li possiamo infine chiamare "libri per l'insegnamento" o didattici quando pensiamo a caratteri specifici che possiedono rispetto alle esposizioni che gli studiosi fanno delle loro ricerche originali. Non è una buona pratica avvicinarsi ai libri di storia per la scuola considerandoli solo come una combinazione di manuale e libro di testo, invece che una combinazione di manuale e dispositivo didattico. Questo non vuol dire che non sia giustificata l'indagine sui libri per la scuola che trasmettano errori di fatto, falsificazioni interessate e surrettizi orientamenti ideologici avvalendosi della prerogativa che hanno in quanto libri "adottati"; ciò che si vuole suggerire è solo che in Italia opere del genere non costituiscono oggi e ormai da qualche decennio un caso molto comune. Se escludiamo gli eventuali casi riprovevoli, la cosa migliore è non sottoporre i libri per la scuola a sollecitazioni improprie e lasciare che sia la competenza disciplinare e professionale degli insegnanti a decidere cosa soddisfa meglio le esigenze del loro lavoro.
Il risultato di questa ricerca è ora pubblicato nel libro "C'è manuale e manuale. Analisi dei libri di storia per la scuola secondaria" (Sette Città, 2010)
